I Santi Giovanni

 

 

In principio erat Verbum et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum. Hoc erat in principio apud Deum. Omnia per ipsum facta sunt, et sine ipso factum est nihil quod factum est; in ipso vita erat, et vita erat lux hominum; et lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt. Fuit homo missus a Deo cui nomen erat Joannes. Hic venit in testimonium, ut testimonium perhiberet de lumine, ut omnes crederent per illum. Non erat ille lux, sed ut testimonium perhiberet de lumine. Erat lux vera quae illuminat omnem hominem venientem in hunc mundum. In mundo erat, et mundus per ipsum factus est et mundus eum non cognovit. In propria venit, et sui eum non receperunt. Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri; his qui credunt in nomine eius, qui non ex sanguinibus, neque ex voluntate carnis, neque ex voluntate viri, sed ex Deo nati sunt. (Omnes genuflectunt cum dicitur:) Et Verbum caro factum est, (Et surgunt) et habitavit in nobis: et vidimus gloriam ejus, gloriam quasi Unigenti a Patre, plenum gratiae et veritatis.

Hervè DANNAGH
L’influenza di San Giovanni
Nella Libera Muratoria
© Édition Dervy, 1999
17, rue Campagne Première
75014 PARIS

Introduzione

L’autore di questa opera che si presenta al lettore come Libero Muratore, di una Loggia regolare, che lavora nel Rito Scozzese Antico ed Accettato e nel Rito di York (il più anziano ed il più diffuso al mondo) è stato folgorato durante la sua iniziazione, dalla lettura del rituale e dalla invocazione a San Giovanni. Citiamo per i profani la famosa domanda del catechismo dell’apprendista che accoglie il nuovo arrivato:

  • “Da dove venite?”
  • “Dalla Loggia di San Giovanni, Venerabile Maestro.”

A chi si allude? Perché questo riferimento biblico è presente in numerose obbedienze? Perché, nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, il Volume della Legge Sacra è aperto sul Prologo del Vangelo di Giovanni? Perché nel Rito di York, il Venerabile Maestro dichiara che la Loggia è aperta nel nome dei “due felicissimi San Giovanni. (…)”?

La Libera Muratoria, società di pensiero filosofico è nata, nella sua struttura attuale, nel XVIII secolo, durante il secolo dei Lumi. Di origine scozzese (gli Statuti di Shaw), poi codificati da pastori anglicani, e più generalmente dalle chiese protestanti, questa associazione è stata un luogo aperto per tutti i credenti dell’epoca, ovvero, una religione senza dogmi come è indicato, in alcune parti del primo articolo delle Costituzioni di Anderson.

Pervenuta sul continente intorno al 1725-1726, la Libera Muratoria prese la sua forma attuale, in Francia, grazie alla redazione dei rituali: rituale del Rito Francese, rituale del Rito Scozzese (fine del XVIII secolo) con una codifica del mercante lionese Willermoz, e Rito Scozzese Antico ed Accettato. Quest’ultimo rito, redatto da alcuni filosofi francesi fu, grazie ad una patente accordata ad un certo Etienne Morin, esportato in America (in Giamaica più precisamente) poi, di ritorno in Francia, definitivamente codificato da Tilly de Grasse all’inizio del XIX secolo.

Occorre insistere sul fatto che l’invocazione a San Giovanni resta una costante, a prescindere dal rito. Notiamo che il Rito Scozzese Rettificato gli ha consacrato due importanti libri. E questo riferimanto biblico è presente in numerose obbedienze, ci si trovi nella Gran Loggia Nazionale Francese o nella Gran Loggia di Francia, o ancora nella Gran Loggia Femminile Francese dove le logge femminili si definiscono “logge di San Giovanni”.

Lo scopo di questa opera è di comprendere l’importanza che riveste San Giovanni in Massoneria:

  • Si tratta di San Giovanni detto il Battista, altrimenti detto il testimone della Luce, ovvero di San Giovanni Evangelista, l’Apostolo che Gesù amava?
  • È questo un riferimento diretto al Nuovo Testamento; sarà questa la parte del cristianesimo che influenzerà nella sua simbologia e nel suo pensiero la filosofia massonica?
  • Si tratta molto semplicemente di mettere nel cuore della gestione massonica il Logos, fortemente presente nel prologo di Giovanni, quel Logos che è la Parola ma anche lo spirito che deve essere incessantemente in movimento ed in creazione, per vivere?

Queste questioni religiose e filosofiche sono certe, in parte indipendenti dalla Storia. Ma quali che siano le incertezze, viste le ignoranze degli specialisti, non si può abbordarle senza un’analisi storica rigorosa al fine di comprenderne il pensiero che si sviluppa. E ciò ci deve incitare a leggere e rileggere il Prologo di Giovanni per comprenderne, attraverso l’esegesi, il pensiero dell’autore.

Nel Medioevo, nell’epoca delle logge operative, Giovanni era presente e le corporazioni ne facevano frequentemente allusione. Noi cercheremo di comprendere perché, indipendentemente dalle leggende che sono affiorate.

Infine, nelle logge operative della Libera Muratoria speculativa, Giovanni è sempre presente: ma le ragioni sono le stesse del Medioevo?

È attraverso questa opera che tenteremo di rispondere a tutti questi interrogativi.

Conclusioni

È conveniente presentare lo studio dei differenti messaggi massonici che si esprimono attraverso il Prologo di Giovanni.

Il primo messaggio che possiamo recepire è quello della tolleranza, perché San Giovanni ci consente tutte le differenze possibili, a condizione di amare Dio. Amare Dio significa comprendere l’altro ed ascoltarlo. Questo concetto di tolleranza si applica in primo luogo alla tolleranza religiosa. Questo messaggio fu senza dubbio il primo espresso dai fondatori della Libera Muratoria speculativa. L’articolo 1 delle Costituzioni di Anderson evidenziano chiaramente questo modo di pensare.

Facendo scomparire delle nozioni specificamente dogmatiche (ma non cristiane) l’autore delle Costituzioni ha risposto ad un desiderio, quello di stabilire un legame universale tra le forme religiose dell’epoca e l’universo.
Oltre a ciò, l’espressione “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo” permette a ciascuno di interpretare, a modo suo, la propria concezione di Dio. Allo stesso modo, per un cristiano, il messaggio massonico si apparenta a quello del Nuovo Testamento tramite l’utilizzo di svariati simboli, come il Prologo di San Giovanni aperto in Loggia, all’inizio della riunione. Nel Rito Scozzese Antico ed Accettato l’espressione “Loggia di San Giovanni” gli rammenta la costruzioni delle cattedrali. Nel Rito di York, la Loggia è aperta alla Gloria dei “Due San Giovanni!”.
Ma, per gli Ebrei, il messaggio massonico si apparenta con quello dell’Antico Testamento, tramite tutti i riferimenti biblici (Tempio di Salomone, parole del Maestro Muratore in ebraico, nome delle due Colonne Jachin e Boaz all’ingresso del Tempio, ecc.), il tema della Parola Perduta, ricorrente nell’Antico Testamento, come un’angoscia insormontabile del Popolo eletto.
Se la Libera Muratoria può essere considerata, per alcuni, come una sorta di sintesi tra l’Antico ed il Nuovo Testamento, il suo principio è l’universalità, poiché è aperta alle altre religioni! Questo principio rappresenta senza dubbio una formidabile lezione di tolleranza.
Per un Mussulmano, il Volume della Legge Sacra può essere il Corano, ed in alcune Logge tolleranti, alcune iniziazioni si effettuano con il Compasso e la Squadra aperti sulle Sacre Scritture mussulmane. Analogo discorso per gli Induisti con il loro Libro Sacro, la Bhagavad-Gită: il Libero Muratore fedele allo spirito delle Costituzioni del 1723 propugna in tal modo la tolleranza.

Il secondo messaggio riguarda l’Amore dispensato da Dio ma anche agli uomini. Riconoscere l’Amore che Dio ci dispensa equivale a riconoscere l’azione di Dio. Amare il proprio fratello, aiutarlo, dimostragli la fratellanza, è toccare il cuore stesso degli insegnamenti massonici. In Loggia, esistono due simboli che evidenziano questa nozione di Amore: la Catena di unione che conclude il Lavori di Loggia ed il Pavimento massonico, a scacchi bianchi e neri, simboli degli opposti che si uniscono.

Il terzo messaggio è quello della ricerca costante della verità, altrimenti detta la Cerca della conoscenza e di Dio. Questa ricerca è costantemente incoraggiata dalla presenza in Loggia della Pietra Grezza, simbolo delle nostre imperfezioni, pietra che ogni Libero Muratore deve “levigare”; dalla Luce e dal Delta luminoso, immagine di Dio e della purezza morale da acquisire. Tutte queste nozioni dimostrano che noi dobbiamo costruire la nostra vita su dei princìpi massonici forti, che non sopportano alcuna deroga. Il Tempio di Salomone è, in fondo, il nostro tempio interiore: è costruito a cielo aperto, simbolo di una costruzione non finita …

Dei quattro Vangeli canonici, il quarto è il più filosofico. La sua originalità, il suo alto lineaggio, è possibile dirlo, hanno frantumato le letture, a partire dall’antichità. Clemente d’Alessandria nel II secolo d.C. parlava già di un Vangelo dello Spirito. In tempi più recenti, Xavier-Leon Dufour chiede una lettura simbolica del testo.

L’aquila, simbolo dell’Evangelista secondo la tradizione, incarna perfettamente la vista acuta, l’ampiezza dello sguardo universale e sintetico del messaggio di Gesù. Ed è pertanto normale che per questi motivi, che i grandi Liberi Muratori del XVIII secolo fedeli allo spirito della fede, ma che ripudiavano il dogmatismo, abbiano creato delle “Chiese di Stato” in cui le diatribe tra politica e religione hanno trovato nel testo di Giovanni ed in particolare nel Prologo, una risposta alla loro ricerca, un invito a proseguire il proprio cammino, un nutrimento per la loro fame spirituale.

È lo Spirito che dà la vita,
la carne non giova a nulla;
le parole che vi ho dette sono spirito e vita.